Riflessione sulla lotta e sulle sconfitte annunciate di organizzazioni che impropriamente si richiamano alla sinistra di classe e comunista, che per come affrontano le questioni sociali e conducono le iniziative di lotta politica si manifestano chiaramente anticomuniste e senza alcuna seria valenza di classe e rivoluzionaria ed è per questa ragione che le loro lotte sostanzialmente non incidono sul cambiamento della situazione presente.
SOLO UN PARTITO COMUNISTA RIVOLUZIONARIO DI NATURA
BOLSCEVICA, COME QUELLO COSTRUITO DA LENIN E STALIN,
HA L’AUTORITA’ E LA CAPACITA’ POLITICA DI GUIDARE LA
LOTTA DI CLASSE DEL PROLETARIATO ALLA VITTORIA
E AL SOCIALISMO. QUESTO PARTITO E’ OGGI IL P.C.I.M-L.!
La “guerriglia urbana” di certi gruppi oggi in Italia è solo folclore di origine culturale e sociale borghese, che non impressiona per niente il nemico di classe e che, anzi, gli da la possibilità di reprimere ancora più selvaggiamente la classe lavoratrice in lotta, gruppi che sono dichiaratamente anticomunisti e che puntualmente finiscono per fare il gioco dell’avversario di classe. La sconfitta di classe e politica dei “No dal Molin”, degli oppositori della riapertura della discarica di Chiaiano a Napoli, dei contestatori dei vari G8, della lotta contro la riforma conservatrice e reazionaria della scuola, dell’opposizione alla partecipazione dell’Italia alle guerre in atto nel Medio Oriente e altrove, della stessa sconfitta della lotta non autenticamente di classe e rivoluzionaria di settori importanti della classe operaia, eccetera, matura e si consuma tragicamente proprio all’interno di quel movimentismo piccolo borghese e anticomunista che inganna e devia la classe lavoratrice e le masse popolari dai veri obiettivi di conquiste immediate all’interno della battaglia principale di ribaltamento socialista della società capitalistica.
di Domenico Savio*
Quando la classe operaia italiana, e anche di altri paesi, dove esiste la medesima situazione, si renderà conto di essere ingannata e strumentalizzata da gruppi falsamente comunisti e che sono la causa delle loro sconfitte sarà sempre troppo tardi, nel senso che avrà perso tempo prezioso per liberarsi dallo sfruttamento e dalla repressione sociale del sistema capitalistico. Stiamo parlando di quei gruppi che si atteggiano a rivoluzionari, che dicono di contestare il presente senza indicare un futuro convincente, che danno l’immagine di rappresentare esigenze e aspettative popolari, che riescono a illudere molti giovani, specialmente universitari, che dicono di voler cambiare il mondo e di rappresentare il volere di larga parte della popolazione, che si organizzano e agiscono da autentici anticomunisti più o meno dichiarati o camuffati. Gruppi che costituiscono quell’alone di protestarismo che invade maleficamente il nostro paese e le nostre città, che ingannano i giovani e la classe operaia sulla possibilità di cambiare la società odierna con le loro iniziative di lotta, ma che in effetti favoriscono la sopravvivenza del sistema di sfruttamento padronale, in quanto costituiscono la strada
sbagliata da percorrere, che agiscono e si comportano da veri anticomunisti se non da collusi coscienti o meno col nemico di classe.
Tutta la storia del movimento operaio e comunista nazionale e internazionale ci ha insegnato ampiamente che solo un vero partito comunista di classe e rivoluzionario - sul tipo di quel glorioso Partito Comunista bolscevico, costruito da Lenin e Stalin, cioè un partito di rivoluzionari di professione organizzato secondo il principio del centralismo democratico, che preparò, condusse e vinse l’eroica Rivoluzione d’Ottobre conquistando tutto il potere politico alla classe lavoratrice russa, l’unico partito comunista nella storia conosciuta che è stato in grado di promuovere e di sviluppare la grande epopea del socialismo realizzato nel ventesimo secolo sul nostro Pianeta – può avere la forza organizzata necessaria e l’autorità politica per guidare la classe lavoratrice nella lotta di classe, nella rivoluzione socialista e nella costruzione della nuova società prima socialista e poi comunista. Mentre il protestarismo di questi gruppi, che sono anche provocatori rispetto alla lotta di classe dei comunisti, costituisce solo una scimmiottatura della vera lotta di classe per costruire la nuova società.
Purtroppo spesso tale protestarismo riesce a ingannare certi settori popolari, specialmente quelli più colpiti dalla ferocia quotidiana del potere e del sistema economico e sociale capitalistico, ostacola l’avvicinamento dei lavoratori alla militanza e alla lotta comunista, diseduca il proletariato dalla coscienza di classe e indebolisce la prospettiva del socialismo. Ecco perché i coerenti marxisti-leninisti hanno il dovere, in ogni dove e circostanza, di smascherare e di condannare, agli occhi dell’opinione pubblica, questi nemici della classe lavoratrice e dell’avvenire comunista e camuffati provocatori della sopravvivenza dell’infame società capitalistica.
Tali gruppi di dichiarati anticomunisti – che in modo particolare si distinguono per individualismo, esibizionismo, arrivismo, avventurismo, fanatismo, autoesaltazione, propensioni opportunistiche coi partiti istituzionali borghesi o falsamente comunisti e che rappresentano un ostacolo serio e concreto al lavoro dei comunisti tra le masse lavoratrici e popolari - oramai costituiscono una vera ragnatela, che copre l’intero territorio nazionale e che è costituita da varie sigle movimentistiche, insurrezionalistiche e anarcoidi. Possiamo affermare che i gruppi dirigenti di questi gruppi, solo apparentemente rivoluzionari, sono i peggiori anticomunisti che i comunisti e la classe lavoratrice oggi si trovano ad affrontare sul terreno culturale e a combattere su quello di classe e sociale. In realtà si tratta di guastafeste, di populisti e falsi comunisti che li vediamo in azione ovunque sono in atto giuste proteste e rivendicazioni dei cittadini e che sono responsabili delle sonore sconfitte, perché non hanno l’autorità, la capacità, la giusta linea politica e la coscienza comunista per vincere le battaglie popolari. Bisogna osservare che il popolo in sé non è rivoluzionario, ma che lo può diventare militando e lottando all’interno di un vero partito comunista, qual’è il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista oggi esistente in Italia. Rivoluzionaria è l’avanguardia della classe operaia, che si ritrova nel suo Partito di classe e rivoluzionario e che da qui costruisce l’assalto al potere capitalistico che distrugge e seppellisce storicamente: a questo percorso ideale e politico per costruire il socialismo sulla Terra non vi sono alternative.
Sono “movimenti di lotta” senza storia credibile, che nascono e muoiono in un tempo limitato, che hanno la presunzione di fare la rivoluzione, ma certamente non quella socialista, che si atteggiano a sovvertitori dell’ordine esistente, che si camuffano con volti coperti da passamontagna, che utilizzano bastoni, spranghe, sampietrini, scudi, fumogeni, biglie di ferro, bottiglie e altro, che si scontrano con le forze di repressione dello Stato, che danno l’impressione di mettere in atto una “guerriglia urbana”, che espongono a pericoli inutili i cittadini manifestanti e che provocano il fallimento delle iniziative di lotta. In genere si tratta di autentici anticomunisti, borghesi e fannulloni che i coerenti comunisti e la classe operaia devono isolare e sconfiggere sul terreno ideale, culturale e politico. Le sigle di questo movimentismo e anarchismo piccolo borghese sono tante, tra cui aggregazioni di no global a livello cittadino, provinciale, regionale, nazionale e internazionale, anti G8, anarchici, black bloc vari, disobbedienti, movimentisti di taluni centri sociali, antimperialisti sui generis, antagonisti, eccetera. Tutti costoro sono i peggiori nemici della prospettiva socialista sulla Terra e in quanto tali vanno sistematicamente smascherati e combattuti in ogni momento.
E’ la loro natura organizzativa e politica borghese e anticomunista che ha portato alla sconfitta le lotte popolari di Vicenza, Napoli e altrove. Specialmente a Vicenza, dove gli organizzatori hanno gravemente e colpevolmente scambiato la lotta di classe con quella democratica borghese e si sono ingenuamente illusi ed hanno, ancor più irresponsabilmente, persino creduto in una svolta sulla politica di guerra degli Stati Uniti d’America del nuovo presidente Barack Obama. Senza prima fare del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista un grande e forte Partito del proletariato italiano, senza la forza ideale, organizzativa e politica dei suoi militanti e senza il conquistato consenso delle masse lavoratrici e popolari, insomma un Partito che abbia la forza di far tremare, per capacità di mobilitazione e di lotta popolare, il governo della borghesia, delle multinazionali e del Vaticano, è difficile imporre gli interessi presenti e futuri della classe lavoratrice e delle più ampie masse popolari. Gli scontri con le forze repressive dello Stato capitalistico non servono se dietro e a dirigerli non c’è il grande Partito della Rivoluzione e del Socialismo.
Qualcuno potrebbe ingenuamente obiettarci: “Ma nel frattempo cosa facciamo, aspettiamo?”. Il P.C.I.M-L., sulle orme degli insegnamenti organizzativi e di lotta di Lenin e Stalin sul Partito, non pensa neppure lontanamente e non dice di aspettare né tanto meno di rassegnarsi alla forza repressiva del nemico di classe oggi – anche perché la lotta di classe nella società capitalistica ha la funzione insostituibile di indebolire e di demolire progressivamente la roccaforte strutturale del potere economico e statale del capitalismo - ma di lavorare costantemente e instancabilmente per far crescere presto il Partito, per assumere le iniziative possibili con tale forza, senza mandare allo sbaraglio e alla repressione compagni, lavoratori e cittadini in lotta, e per preparare concretamente il momento della sollevazione popolare e dell’abbattimento del potere politico e del sistema sociale capitalistico. Solo questa, e non altra, è la strategia marxista-leninista della lotta di classe per conseguire attualmente importanti conquiste sociali e per lavorare alla prospettiva della rivoluzione socialista: coloro che perseguono vie diverse vanno incontro a sconfitte già scritte, arrecano danno politico irreparabile alle masse in lotta, ritardano la conquista del potere alla classe lavoratrice e si rivelano nemici del socialismo e del comunismo: ecco perché devono essere rapidamente isolati e allontanati dal movimento operaio e comunista nazionale e internazionale e da tale lavoro dipende il futuro politico e sociale del proletariato e dei popoli di tutti i paesi della Terra.
Forio (Napoli), 30 luglio 2009.
* Segretario generale del P.C.I.M-L.
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SOLO UN PARTITO COMUNISTA RIVOLUZIONARIO DI NATURA
BOLSCEVICA, COME QUELLO COSTRUITO DA LENIN E STALIN,
HA L’AUTORITA’ E LA CAPACITA’ POLITICA DI GUIDARE LA
LOTTA DI CLASSE DEL PROLETARIATO ALLA VITTORIA
E AL SOCIALISMO. QUESTO PARTITO E’ OGGI IL P.C.I.M-L.!
La “guerriglia urbana” di certi gruppi oggi in Italia è solo folclore di origine culturale e sociale borghese, che non impressiona per niente il nemico di classe e che, anzi, gli da la possibilità di reprimere ancora più selvaggiamente la classe lavoratrice in lotta, gruppi che sono dichiaratamente anticomunisti e che puntualmente finiscono per fare il gioco dell’avversario di classe. La sconfitta di classe e politica dei “No dal Molin”, degli oppositori della riapertura della discarica di Chiaiano a Napoli, dei contestatori dei vari G8, della lotta contro la riforma conservatrice e reazionaria della scuola, dell’opposizione alla partecipazione dell’Italia alle guerre in atto nel Medio Oriente e altrove, della stessa sconfitta della lotta non autenticamente di classe e rivoluzionaria di settori importanti della classe operaia, eccetera, matura e si consuma tragicamente proprio all’interno di quel movimentismo piccolo borghese e anticomunista che inganna e devia la classe lavoratrice e le masse popolari dai veri obiettivi di conquiste immediate all’interno della battaglia principale di ribaltamento socialista della società capitalistica.
di Domenico Savio*
Quando la classe operaia italiana, e anche di altri paesi, dove esiste la medesima situazione, si renderà conto di essere ingannata e strumentalizzata da gruppi falsamente comunisti e che sono la causa delle loro sconfitte sarà sempre troppo tardi, nel senso che avrà perso tempo prezioso per liberarsi dallo sfruttamento e dalla repressione sociale del sistema capitalistico. Stiamo parlando di quei gruppi che si atteggiano a rivoluzionari, che dicono di contestare il presente senza indicare un futuro convincente, che danno l’immagine di rappresentare esigenze e aspettative popolari, che riescono a illudere molti giovani, specialmente universitari, che dicono di voler cambiare il mondo e di rappresentare il volere di larga parte della popolazione, che si organizzano e agiscono da autentici anticomunisti più o meno dichiarati o camuffati. Gruppi che costituiscono quell’alone di protestarismo che invade maleficamente il nostro paese e le nostre città, che ingannano i giovani e la classe operaia sulla possibilità di cambiare la società odierna con le loro iniziative di lotta, ma che in effetti favoriscono la sopravvivenza del sistema di sfruttamento padronale, in quanto costituiscono la strada
sbagliata da percorrere, che agiscono e si comportano da veri anticomunisti se non da collusi coscienti o meno col nemico di classe.
Tutta la storia del movimento operaio e comunista nazionale e internazionale ci ha insegnato ampiamente che solo un vero partito comunista di classe e rivoluzionario - sul tipo di quel glorioso Partito Comunista bolscevico, costruito da Lenin e Stalin, cioè un partito di rivoluzionari di professione organizzato secondo il principio del centralismo democratico, che preparò, condusse e vinse l’eroica Rivoluzione d’Ottobre conquistando tutto il potere politico alla classe lavoratrice russa, l’unico partito comunista nella storia conosciuta che è stato in grado di promuovere e di sviluppare la grande epopea del socialismo realizzato nel ventesimo secolo sul nostro Pianeta – può avere la forza organizzata necessaria e l’autorità politica per guidare la classe lavoratrice nella lotta di classe, nella rivoluzione socialista e nella costruzione della nuova società prima socialista e poi comunista. Mentre il protestarismo di questi gruppi, che sono anche provocatori rispetto alla lotta di classe dei comunisti, costituisce solo una scimmiottatura della vera lotta di classe per costruire la nuova società.
Purtroppo spesso tale protestarismo riesce a ingannare certi settori popolari, specialmente quelli più colpiti dalla ferocia quotidiana del potere e del sistema economico e sociale capitalistico, ostacola l’avvicinamento dei lavoratori alla militanza e alla lotta comunista, diseduca il proletariato dalla coscienza di classe e indebolisce la prospettiva del socialismo. Ecco perché i coerenti marxisti-leninisti hanno il dovere, in ogni dove e circostanza, di smascherare e di condannare, agli occhi dell’opinione pubblica, questi nemici della classe lavoratrice e dell’avvenire comunista e camuffati provocatori della sopravvivenza dell’infame società capitalistica.
Tali gruppi di dichiarati anticomunisti – che in modo particolare si distinguono per individualismo, esibizionismo, arrivismo, avventurismo, fanatismo, autoesaltazione, propensioni opportunistiche coi partiti istituzionali borghesi o falsamente comunisti e che rappresentano un ostacolo serio e concreto al lavoro dei comunisti tra le masse lavoratrici e popolari - oramai costituiscono una vera ragnatela, che copre l’intero territorio nazionale e che è costituita da varie sigle movimentistiche, insurrezionalistiche e anarcoidi. Possiamo affermare che i gruppi dirigenti di questi gruppi, solo apparentemente rivoluzionari, sono i peggiori anticomunisti che i comunisti e la classe lavoratrice oggi si trovano ad affrontare sul terreno culturale e a combattere su quello di classe e sociale. In realtà si tratta di guastafeste, di populisti e falsi comunisti che li vediamo in azione ovunque sono in atto giuste proteste e rivendicazioni dei cittadini e che sono responsabili delle sonore sconfitte, perché non hanno l’autorità, la capacità, la giusta linea politica e la coscienza comunista per vincere le battaglie popolari. Bisogna osservare che il popolo in sé non è rivoluzionario, ma che lo può diventare militando e lottando all’interno di un vero partito comunista, qual’è il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista oggi esistente in Italia. Rivoluzionaria è l’avanguardia della classe operaia, che si ritrova nel suo Partito di classe e rivoluzionario e che da qui costruisce l’assalto al potere capitalistico che distrugge e seppellisce storicamente: a questo percorso ideale e politico per costruire il socialismo sulla Terra non vi sono alternative.
Sono “movimenti di lotta” senza storia credibile, che nascono e muoiono in un tempo limitato, che hanno la presunzione di fare la rivoluzione, ma certamente non quella socialista, che si atteggiano a sovvertitori dell’ordine esistente, che si camuffano con volti coperti da passamontagna, che utilizzano bastoni, spranghe, sampietrini, scudi, fumogeni, biglie di ferro, bottiglie e altro, che si scontrano con le forze di repressione dello Stato, che danno l’impressione di mettere in atto una “guerriglia urbana”, che espongono a pericoli inutili i cittadini manifestanti e che provocano il fallimento delle iniziative di lotta. In genere si tratta di autentici anticomunisti, borghesi e fannulloni che i coerenti comunisti e la classe operaia devono isolare e sconfiggere sul terreno ideale, culturale e politico. Le sigle di questo movimentismo e anarchismo piccolo borghese sono tante, tra cui aggregazioni di no global a livello cittadino, provinciale, regionale, nazionale e internazionale, anti G8, anarchici, black bloc vari, disobbedienti, movimentisti di taluni centri sociali, antimperialisti sui generis, antagonisti, eccetera. Tutti costoro sono i peggiori nemici della prospettiva socialista sulla Terra e in quanto tali vanno sistematicamente smascherati e combattuti in ogni momento.
E’ la loro natura organizzativa e politica borghese e anticomunista che ha portato alla sconfitta le lotte popolari di Vicenza, Napoli e altrove. Specialmente a Vicenza, dove gli organizzatori hanno gravemente e colpevolmente scambiato la lotta di classe con quella democratica borghese e si sono ingenuamente illusi ed hanno, ancor più irresponsabilmente, persino creduto in una svolta sulla politica di guerra degli Stati Uniti d’America del nuovo presidente Barack Obama. Senza prima fare del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista un grande e forte Partito del proletariato italiano, senza la forza ideale, organizzativa e politica dei suoi militanti e senza il conquistato consenso delle masse lavoratrici e popolari, insomma un Partito che abbia la forza di far tremare, per capacità di mobilitazione e di lotta popolare, il governo della borghesia, delle multinazionali e del Vaticano, è difficile imporre gli interessi presenti e futuri della classe lavoratrice e delle più ampie masse popolari. Gli scontri con le forze repressive dello Stato capitalistico non servono se dietro e a dirigerli non c’è il grande Partito della Rivoluzione e del Socialismo.
Qualcuno potrebbe ingenuamente obiettarci: “Ma nel frattempo cosa facciamo, aspettiamo?”. Il P.C.I.M-L., sulle orme degli insegnamenti organizzativi e di lotta di Lenin e Stalin sul Partito, non pensa neppure lontanamente e non dice di aspettare né tanto meno di rassegnarsi alla forza repressiva del nemico di classe oggi – anche perché la lotta di classe nella società capitalistica ha la funzione insostituibile di indebolire e di demolire progressivamente la roccaforte strutturale del potere economico e statale del capitalismo - ma di lavorare costantemente e instancabilmente per far crescere presto il Partito, per assumere le iniziative possibili con tale forza, senza mandare allo sbaraglio e alla repressione compagni, lavoratori e cittadini in lotta, e per preparare concretamente il momento della sollevazione popolare e dell’abbattimento del potere politico e del sistema sociale capitalistico. Solo questa, e non altra, è la strategia marxista-leninista della lotta di classe per conseguire attualmente importanti conquiste sociali e per lavorare alla prospettiva della rivoluzione socialista: coloro che perseguono vie diverse vanno incontro a sconfitte già scritte, arrecano danno politico irreparabile alle masse in lotta, ritardano la conquista del potere alla classe lavoratrice e si rivelano nemici del socialismo e del comunismo: ecco perché devono essere rapidamente isolati e allontanati dal movimento operaio e comunista nazionale e internazionale e da tale lavoro dipende il futuro politico e sociale del proletariato e dei popoli di tutti i paesi della Terra.
Forio (Napoli), 30 luglio 2009.
* Segretario generale del P.C.I.M-L.
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