domenica 12 ottobre 2008

IL COMMENTO DEL GIORNO DI DOMENICO SAVIO SUGLI AVVENIMENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

1815-2015: ritorna tragicamente l’assolutismo imperiale di 200 anni fa, ma con qualche esperienza in più del movimento operaio e comunista.

LE POTENZE IMPERIALISTE SI STANNO RIDISTRIBUENDO I TERRITORI E LE RICCHEZZE DEL MONDO: E’ UN’ALTRA FEROCE “RESTAURAZIONE”, DA CUI, PERO’, SCATURIRA’ UNA NUOVA EPOCA DI RIVOLUZIONI PROLETARIE E DI PROGRESSO SOCIALE PIU’ STRAVOLGENTI DEL PASSATO!

Nessuno potrà mai fermare il corso della storia dell’umanità fin quando non scompariranno le classi sociali e con esse tutti i mali sociali dell’esistenza del genere umano.

di Domenico Savio*

Dopo le epiche rivolte e battaglie di schiavi, capeggiate da valorosi rivoluzionari come Spartacus, Enno e Altri, contro gli imperatori romani per l’abolizione della schiavitù e la conquista di una esistenza libera e dignitosa, il periodo più rivoluzionario della storia dell’umanità è stato senza dubbio quello intercorso tra il 1815 e la fine del secondo millennio, considerato che il Medioevo è stato privo di significative rivolte e opposizioni popolari. In seguito alla rivoluzione borghese francese del 14 luglio 1789 - in cui la classe operaia francese ebbe un ruolo importante in termini di lotta di classe e di liberazione del proletariato dallo sfruttamento dell’aristocrazia feudale e del nascente sistema capitalistico, ruolo che poi risultò, purtroppo, progressivamente emarginato e represso dalla borghesia – e al dispotismo bonapartista le vecchie potenze reazionarie dell’Europa si coalizzarono nuovamente col congresso di Vienna del 1815, costituirono la cosiddetta Santa Alleanza, si spartirono nuovamente l’Europa, affermarono l’abietto, arbitrario e repressivo “principio di legittimità”, secondo cui i troni erano assegnati direttamente da Dio e, dunque, intangibili dagli uomini e soffocarono nel sangue ogni tentativo di democratizzare i rapporti tra regnanti e sudditi. Tale cambiamento reazionario e conservatore fu definito “restaurazione” del vecchio ordine monarchico e imperiale con l’imposizione del più ignobile oscurantismo politico, letterario e sociale, mantenuto con la feroce repressione di qualunque forma di opposizione. Restaurazione del vecchio ordine statale e sociale e dei vecchi privilegi della casta regnante e delle corporazioni aristocratiche.
Con la “restaurazione” ha inizio quasi un bicentenario di lotte democratiche e di classe per abbattere il potere aristocratico, per favorire l’unità nazionale dei paesi suddivisi in tanti regni, ducati, principati, eccetera per soddisfare gli appetiti territoriali di re, duchi e principi – l’Italia fu suddivisa in nove piccoli e piccolissimi Stati -, per introdurre le Costituzioni democratiche, per abolire le repressioni degli oppositori da parte dei regnanti, per mettere fine alle orrende carneficine delle popolazioni insorte contro i poteri dispotici, per la sconfitta del sistema e dello sfruttamento capitalistico, per migliorare le condizioni di vita delle masse lavoratrici e popolari e per costruire nuovi ordini sociali. Si mette in moto un grande movimento di lotta di liberazione dal dispotismo regnante e si sviluppa un gigantesco fermento popolare intorno alla cultura progressiva e a quella della classe lavoratrice, ai principi di libertà, di democrazia, di indipendenza nazionale e repubblicani. Artefici fieri ed eroi di questo movimento, che si forma per la prima volta nella storia in Europa e nel nostro paese, prendono il nome di Carbonari, Cospiratori, Congiurati e Patrioti, che pagano un prezzo altissimo di fucilati, impiccati, assassinati e in vario modo massacrati dal potere dominante, compreso quello dello Stato Pontificio con a capo il Papa. Ma il progresso umano e sociale nessuno può fermarlo, il materialismo storico è un gigante inarrestabile, la lotta di classe non conosce ostacoli né confini e inizia il cammino verso la società comunista. Tutto questo in Italia prende il nome di Rinascimento e, a distanza di oltre un secolo, qualcuno attribuisce alla lotta di Resistenza, di Liberazione del paese dal nazi-fascismo e di proclamazione della Repubblica la definizione di secondo Risorgimento nazionale.
Così dalle sette carbonare si passò ai movimenti di massa, arrivarono le rivoluzioni europee del 1848 e in Italia, per tutte, l’eroica Repubblica Romana. Si svilupparono feroci combattimenti tra i soldati, compreso le polizie, degli Stati assassini e le forze patriottiche, spinte dall’innato eroismo e dalla totale abnegazione nell’affrontare e combattere il nemico più potente e meglio armato. Tra l’altro, le truppe dello Stato pontificio eseguirono un’orrenda carneficina della popolazione inerme di Cesena e Pio IX in una proposizione del Syllabus arrivò a proclamare: “Sia maledetto chi afferma che il romano pontefice può e deve riconciliarsi e venire a composizione col progresso, col liberalismo e colla moderna civiltà”, una spietatezza che rappresenta bene anche la ferocia della santa romana inquisizione degli anni bui del Medioevo. Ma ovunque la crudeltà della repressione non ferma la determinazione di patrioti, lavoratori e masse popolari che lottano accanitamente per le libertà democratiche e l’indipendenza nazionale, che solo in minima parte arrivano con lo statuto albertino e l’Unità d’Italia.
Ma la vera novità di portata universale per l’umanità è l’irrompere impetuoso sulla scena della storia della filosofia marxista, intendendo con essa il pensiero e l’opera filosofica e politica di Marx ed Engels, il materialismo dialettico e storico, il passaggio dal socialismo utopistico a quello scientifico, il Manifesto del Partito Comunista del 1848 e poi a seguire il Capitale - opera summa di Karl Marx, con la quale analizza e dimostra scientificamente il processo disumano di sfruttamento dei lavoratori da parte dei padroni -, la Prima Internazionale del movimento operaio e comunista, la gloriosa Comune di Parigi e la nascita e la crescita progressiva delle organizzazioni operaie, socialiste e comuniste, le associazioni operaie di mutuo soccorso, embrione del successivo sistema cooperativistico, la nascita del Partito Operaio Socialdemocratico di Russia nel 1898 a Minsk (P.O.S.D.R.), la sconfitta della Rivoluzione russa del 1905, nel 1912 i bolscevichi, con Lenin, Stalin e altri conquistano la maggioranza nel Partito, la gloriosa e vittoriosa Rivoluzione d’Ottobre, con la quale per la prima volta nella storia dell’umanità la classe lavoratrice operaia e intellettiva sconfigge la classe borghese e conquista il potere politico. E’ l’alba radiosa di una nuova era, quella del socialismo realizzato nel ventesimo secolo. L’Umanità lavoratrice, per millenni schiava, sfruttata e repressa dalla classe padronale aristocratica e borghese, raddrizza la schiena e si erge a protagonista della storia futura.
Gli avvenimenti successivi dimostreranno che la costruzione della nuova e superiore società prima socialista e poi comunista non è impresa facile, non è una passeggiata e il cammino non è irreversibile, tutto dipende dalla lotta di classe vittoriosa del proletariato anche nella fase di costruzione della società socialista, perché il nemico ideologico e politico interno ed esterno al Partito e allo Stato socialista è sempre in agguato e pronto a riconquistare le posizioni perdute e a rimediare alle sconfitte subite e questo sino al consolidamento della società comunista. Il Partito bolscevico di Lenin e di Stalin con l’eroica Armata Rossa nel biennio 1918-1920 uscì vittorioso dalla guerra civile, scatenata dalle potenze imperialistiche e dai residui militari dello sconfitto zarismo, nel 1919 nacque la Terza Internazionale e sorsero i Partiti Comunisti nazionali marxisti-leninisti, nel dicembre del 1922 fu fondata la gloriosa Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, popolata da 100 popoli e formata da 15 Repubbliche federate, 20 Repubbliche autonome, 8 Regioni autonome e vari Circondari autonomi, venne avviata la collettivizzazione di ogni attività sociale e nel quinquennio 1941-1945 la valorosa e intrepida Unione Sovietica sconfisse il nazi-fascismo, sorto con la complicità diretta delle potenze imperialistiche dell’epoca.
La Rivoluzione d’Ottobre, per la prima volta nella storia conosciuta dell’umanità, avviò per l’intero Pianeta un vasto processo di liberazione e di indipendenza nazionale per tanti popoli e consentì la costruzione del socialismo realizzato nel ventesimo secolo, mentre l’Unione Sovietica, la culla del socialismo mondiale, favorì la lotta di classe del proletariato di tutti i paesi nella prospettiva di costruzione del socialismo, nello spirito dell’internazionalismo proletario sostenne la nascita e lo sviluppo di nuovi Stati socialisti, dimostrò al mondo intero, col pensiero e l’opera dei grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin, ch’era possibile sconfiggere il capitalismo e costruire il socialismo, che nella società socialista con il sistema economico pianificato e collettivo è possibile raggiungere uno sviluppo scientifico, tecnologico e sociale molto superiore a quello che si registra nei paesi capitalistici e che la formazione di una nuova coscienza collettiva, ugualitaria, altruistica e solidaristica nell’uomo è cosa fattibile, insomma è possibile costruire l’uomo nuovo quale fondamento della futura società comunista.
Il 5 marzo 1953 morì il compagno Giuseppe Stalin, il continuatore dell’opera di Lenin e il primo costruttore del socialismo sulla Terra, Colui che fece tremare l’imperialismo mondiale, che sconfisse il nazi-fascismo e che sotto la Sua guida in Unione Sovietica, nel lavoro di costruzione del socialismo per passare all’edificazione del comunismo, la collettivizzazione di tutte le attività sociali superò il 90%, cioè mancava solo un ultimo sforzo per incamminarsi sulla via del comunismo. La morte di Giuseppe Stalin, il liberatore di gran parte del proletariato e dei popoli della Terra dalla schiavitù sociale dell’infame sistema capitalistico e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, fu pianta da tutti gli uomini liberi e onesti, da tutta l’umanità progressiva e da tutti i popoli che speravano nella conquista del socialismo, Egli fu un grande Maestro e Dirigente del proletariato internazionale. Chi si riconosce nel Suo pensiero e nella Sua opera è un coerente comunista marxista-leninista, al contrario chi non vi si riconosce è un falso comunista, un traditore e un rinnegatore della causa del socialismo e del comunismo.
Morto il Grande Stalin e sconfitta la sinistra marxista-leninista del Partito, che aveva fatto la Rivoluzione e costruito il socialismo, il ventesimo congresso del Partito Comunista dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche del 1956, sotto la guida del traditore, rinnegato e squallido uomo politico Nikita Krusciov e la lunga mano dell’imperialismo statunitense ed europeo utilizzando l’arma ignobile della calunnia e delle falsità verso Stalin, decretò la fine della costruzione del socialismo e l’avvio del ritorno al capitalismo, un percorso durato sino al 1990, quando l’altro traditore e rinnegato Gorbaciov sciolse persino il PCUS. Questa ingloriosa fine dell’ex Unione Sovietica e dell’intero mondo socialista, costruito nel secolo scorso con tanto sangue versato dal proletariato di tutto il mondo, ad opera scellerata e interessata di miserabili personaggi revisionisti, opportunisti, arrivisti e agenti del nemico di classe insegna chiaramente e inconfutabilmente alla classe lavoratrice di tutti i paesi che durante l’intera fase di costruzione del socialismo la lotta di classe interna ed esterna al Partito e nella società dev’essere spietata e la vigilanza rivoluzionaria non deve mai abbassare la guardia, perché l’avversario non ancora sconfitto nella coscienza di tutto il popolo è sempre vigliaccamente in agguato e pronto per approfittarne.
Alla sconfitta della prima gloriosa e grandiosa esperienza storica di costruzione del socialismo sulla Terra è subentrato il ritorno del dominio assoluto e crudele del capitalismo e dell’imperialismo sull’intero Pianeta, con pochissime realtà sociali progressive e di socialismo revisionista e opportunista sopravvissute, almeno per il momento. Il ritorno del controllo assoluto dell’economia e delle risorse naturali mondiali da parte dell’imperialismo ha comportato l’annullamento di tutte le conquiste realizzate in passato dal movimento operaio a livello nazionale e internazionale, ha smantellato tutte le alleanze e le unioni di Stati che aveva faticosamente costruito il mondo socialista, ha affievolito nella coscienza del proletariato e dei popoli il fervore di lotta per il socialismo, ha aggravato i mali del razzismo, del fondamentalismo religioso e della povertà nel mondo, ha avviato una nuova epoca di efferate aggressioni a paesi e popoli non disposti a sottostare alle pretese egemoniche delle potenze imperialistiche più forti, ha scatenato nuove guerre per il controllo e lo sfruttamento delle risorse minerarie e vegetali e per il dominio e l’espansione dei mercati, ha promosso nuove crisi economiche per meglio sfruttare e affamare i popoli della Terra e ha disegnato un nuovo ordine di divisione e di dominio del Pianeta per il terzo millennio: questo almeno nei propositi dell’imperialismo, ma noi comunisti siamo sicuri che ha fatto i conti senza l’oste, cioè non ha tenuto conto della nuova è più possente e generalizzata ondata della Rivoluzione Socialista che ci sarà nel prossimo futuro.
1815-2015, dalla restaurazione del 1815 alla restaurazione in corso dei giorni nostri, si chiude un periodo di circa 200 anni di rivoluzioni democratiche e proletarie, di conquiste di libertà, di democrazia e di progresso per il genere umano, di conquiste e di esperienze socialiste e di avanzamento della civiltà umana. Ma nonostante l’apparente forza del capitalismo e dell’imperialismo di oggi un’altra epoca di lotte di classe, di rivoluzioni e di socialismo s’appresta a decollare e questa potrebbe esse l’epoca della sconfitta definitiva del potere capitalistico e imperialistico sul mondo, l’epoca della fine storica dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’epoca del trionfo definitivo e assoluto del socialismo e dell’edificazione perpetua del comunismo sulla Terra e l’epoca di un nuovo mondo di uomini e donne veramente liberi e protagonisti della propria vita su di un Pianeta di pace e di progresso uguali per tutti. A questa futura e superiore umanità lavora l’ancora piccolo ma già glorioso Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.
Forio (Napoli), 8 agosto 2009.

*Segretario generale del P.C.I.M-L.
domenicosavio@pciml.org

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venerdì 25 gennaio 2008

I MIEI MAESTRI

LA MIA FORMAZIONE
Il Materialismo dialettico; il Materialismo storico; il Socialismo scientifico; Manifesto del Partito Comunista, di Marx ed Engels; la Comune di Parigi; il Partito Comunista (bolscevico) dell’U.R.S.S.; Stato e Rivoluzione, di Lenin; la Rivoluzione Socialista d’Ottobre; la Terza Internazionale Comunista; Materialismo dialettico e Materialismo storico, di Stalin; l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche 1917-1953; il Partito Comunista d’Italia; il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.
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I MIEI SIMBOLI

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SALUTO DI BENVENUTO NEL BLOG DI DOMENICO SAVIO, SEGRETARIO GENERALE DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO MARXISTA-LENINISTA

E' NATA PCIML-TV, LA TELEVISIONE ON LINE DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO MARXISTA-LENINISTA

E’ NATA LA TELEVISIONE DEL PCIML, CHE HA INIZIATO LE TRASMISSIONI SABATO 22 MARZO 2008 E CHE E’ DIRETTA DAL COMPAGNO GENNARO SAVIO, METTE IN ONDA OGNI GIORNO IMPORTANTI E UNICI SERVIZI GIORNALISTICI SUGLI AVVENIMENTI INTERNAZIONALI, NAZIONALI, REGIONALI E LOCALI.
OGNI MARTEDI’ SERA INTORNO ALLE ORE 21,00 VA’ IN ONDA IL TG-PCI, IL TELEGIORNALE SETTIMANALE DEL PCIML. IL VENERDI’ SERA, SEMPRE INTORNO ALLE ORE 21.00, VIENE TRASMESSO IL VIDEOCOMMENTO SETTIMANALE DEL SEGRETARIO GENERALE DEL PCIML DOMENICO SAVIO.
A PARTIRE DALLE PROSSIME SETTIMANE IL PALINSESTO DI PCIML-TV SI ARRICCHIRA’ DI IMPORTANTI TRASMISSIONI SERALI DI APPROFONDIMENTO POLITICO E SOCIALE E DI SIGNIFICATIVE DIRETTE TELEVISIVE.
COMPAGNI, LAVORATORI E CITTADINI TUTTI, SEGUITE LE TRASMISSIONI DI PCIML-TV.

IL PCIML SI OPPONE ALLO STATO DI POLIZIA E AI TRIBUNALI SPECIALI ED ESPRIME SOLIDARIETA' DI CLASSE AI CITTADINI DI CHIAIANO MANGANELLATI

Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista denuncia alla classe lavoratrice operaia e intellettiva italiana la gravità della situazione sociale creata dal governo repressivo e manganellatore di destra, sostenuto vergognosamente anche dal Partito Democratico borghese e capitalistico formato dagli ex falsi comunisti del PCI e dagli ex democristiani, che oggi in Campania, e domani non sappiamo dove, vuole imporre alle popolazioni locali una soluzione affaristica della spazzatura legata alle discariche e ai bruciatori che da una parte producono montagne di profitti per i capitalisti investitori nel settore e dall’altra malattie e morte per gli abitanti dei territori interessati. Ciò quando la raccolta differenziata costerebbe di meno, recupererebbe e riutilizzerebbe l’usato e non inquinerebbe, però non produrrebbe scandalosi e luttuosi profitti per la razza padrona.
Il governo capitalistico e di destra, guidato dal riccone Silvio Berlusconi e sostenuto dalla destra ex erede del ventennio fascista e del Movimento Sociale Italiano, ha deciso di imporre ai Cittadini con le Forze dell’Ordine e dell’Esercito le sue scelte politiche padronali ed antipopolari e tale politica repressiva ha già causato i primi feriti, arresti e condannati al carcere. Ai Cittadini di Chiaiano manganellati, feriti e arrestati dalle Forze dell’Ordine và la piena solidarietà di classe e rivoluzionaria del PCIML.
Il PCIML condanna con estrema fermezza lo Stato di Polizia che si stà instaurando in Italia e chiama i comunisti, la classe lavoratrice, gli intellettuali d’avanguardia e tutti i progressisti a vigilare e ad opporsi, sotto le bandiere del PCIML, al ritorno a un tragico e nefasto passato. Condanna, il PCIML, l’allestimento di Tribunali Speciali che richiamano alla mente quelli sciagurati mussoliniani e che sono contro la Costituzione democratica e repubblicana, per processare e condannare chi si oppone alle discariche, le quali diffondono malattie, inquinamento dell’ambiente e avvelenamento dei prodotti agricoli.
Il PCIML chiede l’immediata scarcerazione dei cittadini arrestati, chiede il ritiro delle Forze dell’Ordine nelle caserme e chiede una soluzione civile e democratica del problema spazzatura, soluzione che stà solo in una capillare raccolta differenziata.
Inoltre, il PCIML – per gli interessi ideali, politici, sociali e di classe che rappresenta oggi e lungo il percorso storico che condurrà la classe lavoratrice italiana alla rivoluzione proletaria, alla conquista del potere politico e alla società socialista – sente il dovere di mettere in guardia le popolazioni interessate dalla questione spazzatura che anche per questo problema l’analisi politica, l’organizzazione e la conduzione della lotta non possono essere delegate, per evitare sconfitte, repressioni e persecuzioni inutili, a posizioni movimentiste, antipartitiche generalizzate e ad amministratori e politici vari di centrodestra, di centrosinistra e della falsa sinistra comunista, in quanto trattasi di anticomunisti, di gestori istituzionali e sostenitori dell’odierno infame sistema capitalistico di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e di penalizzazione degli interessi presenti e futuri delle masse lavoratrici e popolari del nostro paese.
La guida coerente e vittoriosa della lotta di classe di oggi e di domani è solo quella elaborata ed espressa, attraverso il metodo del centralismo democratico, da un coerente Partito Comunista Rivoluzionario, cioè marxista-leninista, qual’è attualmente in Italia solo il PCIML.
Viva la lotta eroica e coraggiosa delle popolazioni dei Comuni circostanti le Cave di Chiaiano, viva la lotta di classe per l’avvenire socialista, viva il comunismo!
Napoli, 24 maggio 2008.
La Segreteria nazionale del P.C.I.M-L.

DOMENICO SAVIO CONTRO BERLUSCONI, FINI E DESTRA: ALTRO CHE RICONCILIAZIONE, UN 25 APRILE DI LOTTA ANTIFASCISTA PER LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA

MESSAGGIO URGENTE DI DOMENICO SAVIO AI LAVORATORI E AGLI INTELLETTUALI D'AVANGUARDIA: CONTRIBUITE A FORMAZIONE E PRESENTAZIONE DELLE LISTE DEL PCIML

Ai coerenti Comunisti italiani, alla classe operaia emancipata, agli Intellettuali d’avanguardia
“Utilizziamo il Parlamento borghese come megafonodella lotta di classe e per la Rivoluzione Socialista!”

Cari Compagni, il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista si presenta a voi come un Partito autenticamente comunista, cioè marxista-leninista, fermo oppositore delle varie manipolazioni estremiste, rivoluzionariste, revisioniste, opportuniste, riformiste, parlamentariste, istituzionaliste, movimentiste, anarcoidi, eccetera della dottrina comunista, così come elaborata e definita dai nostri quattro grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin. La coerente applicazione di classe e rivoluzionaria della strategia e della tattica comunista nel secolo scorso ha consentito la costruzione del mondo socialista, il contenimento dell’espansione economica e militare dell’imperialismo, la liberazione di tanti paesi e popoli dall’oppressione imperialistica, l’emancipazione di classe del proletariato e conquiste sino ad allora impensabili della classe lavoratrice dei paesi capitalistici, mentre le deviazioni ideali e politiche degli ex partiti comunisti e di quelli falsi attuali hanno condotto nuovamente al dominio assoluto dell’imperialismo guerrafondaio e assassino sul Pianeta. Attualmente le questioni primarie dell’umanità relative alla salvaguardia dell’ambiente, alla fine delle guerre, alla sconfitta del dominio imperialistico sul mondo, alla conquista della dignità esistenziale degli uomini – come lavoro sicuro, salari dignitosi, sicurezza della vita sul lavoro, moralità pubblica, assistenza sanitaria adeguata e totalmente gratuita per tutti, la scienza al servizio dell’emancipazione sociale, indipendenza nazionale dalle ingerenze del potere temporale della chiesa, eccetera – e alla liberazione del lavoro dal disumano sfruttamento padronale potranno essere risolte solamente con la morte del capitalismo e la costruzione della società socialista.Il P.C.I.M-L., nel rispetto dell’esperienza storica del movimento comunista nazionale e internazionale e quando e dove ne ha la possibilità organizzativa, partecipa alla competizione elettorale borghese giammai per andare a gestire gli affari del sistema capitalistico – come fanno i falsi partiti comunisti revisionisti e opportunisti della Rifondazione, dei Comunisti Italiani e di come forse faranno il Partito Comunista dei Lavoratori e altri gruppi e personaggi simili fuoriusciti da tali partiti, che partecipando ai governi borghesi favoriscono la sopravvivenza dell’infame sistema padronale -, sistema di rapina e di morte che lottiamo per abbattere, ma unicamente per portare la lotta di classe rivoluzionaria pure all’interno del potere politico e istituzionale del nemico di classe, dove condurre una dura opposizione per migliorare e realmente sin da subito le drammatiche condizioni di vita delle masse lavoratrici e popolari e per avvicinare, anche da quella posizione, la vittoria della Rivoluzione Socialista. Vogliamo sottolineare con forza, come ci hanno insegnato i nostri Maestri, che le elezioni borghesi non servono alla conquista del socialismo, compito che può essere assolto solo dalla Rivoluzione Socialista!Le lotte spontanee di tanti cittadini e quelle condotte da vari movimenti che nascono nella società civile, pur lodevoli e apprezzabili per l’impegno profuso e i sacrifici patiti dai protagonisti e ancora per le dure repressioni e condanne che essi subiscono da parte dello Stato e del potere politico capitalistico nazionale e multinazionale, da sole non bastano a modificare la situazione presente e, per tanto, è necessario che tali impegni di lotta convergano all’interno di un progetto di prospettiva socialista, progetto che può esistere e avanzare solo con la crescita di un autentico Partito di classe e rivoluzionario, cioè marxista-leninista, che oggi in Italia può essere il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.Nel 2006 il P.C.I.M-L., con inenarrabili sacrifici, ha partecipato all’elezione del Senato della Repubblica nel collegio senatoriale della regione Campania ottenendo oltre 26.000 voti, circa l’1% dei voti validi, e dando la possibilità alla classe lavoratrice campana di esprimere, finalmente, un voto veramente alternativo e comunista, di classe e rivoluzionario. Il governo capitalistico Prodi con l’intero centrosinistra borghese e falsamente e ingannevolmente comunista è caduto miseramente e vergognosamente per la sua scellerata politica contro gli interessi delle masse lavoratrici e popolari, per la corruzione clientelare che regna nelle istituzioni e nel governo politico territoriale e per l’ignobile asservimento nazionale e internazionale ai loschi affari dell’imperialismo economico e militare degli Stati Uniti, della Nato e dell’Europa. Tutto questo è potuto accadere, prima col centrodestra e poi col centrosinistra, pure perché in Parlamento e nelle Assemblee elettive territoriali è mancata un’opposizione coerentemente comunista di classe e rivoluzionaria, opposizione che può essere garantita solo da un autentico Partito Comunista Rivoluzionario, qual è il P.C.I.M-L.. Oramai, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, è ampiamente dimostrato che i governi di centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa medaglia del potere politico e di governo del nefando sistema capitalistico.Il 13 e 14 aprile 2008 si tornerà anticipatamente a votare per eleggere il nuovo Parlamento. Come nel 2006 il P.C.I.M-L. ha deciso di presentare proprie liste, naturalmente col simbolo del Partito, laddove sarà possibile superare la difficoltà della formazione delle liste e della raccolta delle sottoscrizioni necessarie per presentarle. Per tali solo accennate ragioni ideali e politiche rivolgiamo un appello urgente e pressante a tutti i coerenti e sinceri comunisti, ai lavoratori che posseggono una coscienza di classe e agli intellettuali d’avanguardia che volessero contribuire alla formazione e alla presentazione delle liste - con l’accettazione della candidatura e, se possibile, l’impegno a raccogliere le sottoscrizioni della dichiarazione di presentazione dei candidati - di contattarci immediatamente ai recapiti sottostanti. E’ un contributo ideale e politico sollecitato dal comune sentire e impegno per l’avvenire socialista e dal dovere oggi di dare al proletariato italiano la possibilità di esprimere un coerente voto di lotta di classe e rivoluzionaria e anche per evitare che tanti lavoratori in buona fede finiscano per dare il loro voto ai traditori, rinnegatori e falsi comunisti che pullulano ancora, purtroppo, nel nostro paese e nelle istituzioni capitalistiche, dove, tra stipendi d’oro e privilegi d’ogni sorta da noi pagati, tramano contro gli interessi presenti e futuri della classe lavoratrice e contro la prospettiva del Socialismo.

Saluti fraterni e comunisti.

Forio (Napoli), 7 febbraio 2008.

Domenico Savio Segretario generale del P.C.I.M-L.

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CADUTA DEL GOVERNO PRODI, DOMENICO SAVIO: NAPOLITANO SCIOLGA IL PARLAMENTO, LA PAROLA AGLI ELETTORI

CONTRO LA DITTATURA POLIZIESCA DEL GOVERNO CAPITALISTICO!

Con le gloriose bandiere rosse del Socialismo il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista è al fianco dei popoli campani in lotta contro la dittatura militarizzata di Berlusconi-Fini-Bossi.
Col pugno sinistro chiuso salutiamo i martiri di Chiaiano che resistono alle cariche della Polizia, volute dal potere politico capitalistico nazionale e regionale di maggioranza e di opposizione, per opporsi alla discarica dell’inquinamento ambientale e del diffondersi di possibili malattie, che possono condurre anche alla morte, tra le popolazioni limitrofe e che dallo Stato-padrone vengono assaltati, manganellati, feriti, arrestati, processati, condannati e rinchiusi nelle patrie galere dello Stato capitalistico e poliziesco.
Col pensiero e l’azione politica di classe e rivoluzionaria siamo accanto ai Resistenti di Chiaiano e di tutte le altre zone residenziali della Campania a rischio discarica, siamo pronti per un maggiore impegno e contributo politico, però mai unitariamente alla nipote del duce Benito Mussolini che i Cittadini in lotta avrebbero dovuto prontamente allontanare dal corteo, perché, tra l’altro, è sostenitrice del governo poliziesco e picchiatore ed è, per tanto, politicamente corresponsabile delle scelte antipopolari e repressive dello stesso governo.
Qualcuno, a giustificazione della violenza poliziesca, dice che c’è una legge dello Stato, quella sciagurata delle discariche e dei bruciatori, che và rispettata o meglio che dev’essere fatta rispettare. Ma noi sosteniamo che esistono leggi giuste e leggi ingiuste, ovvero sciagurate, nefaste e malvagie come quella sulle discariche individuate che il potere politico capitalistico vuole imporre coi manganelli e il carcere, una legge che porta in grembo nuovi e gravi pericoli sanitari per intere popolazioni.
Il giudice naturale ed inappellabile per giudicare una legge è il popolo a cui essa è destinata e gli abitanti del circondario di Chiaiano quella sulle discariche l’hanno già giudicata sciagurata, per le pesanti conseguenze ambientali e sanitarie che può generare, e impopolare. Esiste anche una regola di civiltà giuridica e di responsabilità personale che chiede ad ogni Cittadino cosciente di non eseguire ordini sbagliati emanati da un potere autoritario che non rispetta la volontà e gli interessi popolari veri. Una soluzione della questione spazzatura è pienamente confacente agli interessi locali e nazionali solo se avviene con la raccolta differenziata totale, che consenta il riutilizzo del differenziato nei bisogni della vita quotidiana e nell’agricoltura, dove il compost ci libererebbe pure dai concimi chimici che danneggiano gravemente la nostra salute.
Ma il governo capitalistico, ovvero il potere politico e statale del grande capitale, dei profitti e degli affari oggi di centrodestra e ieri di centrosinistra, ha scelto la soluzione che consente ai potenti industriali e banchieri di arricchirsi anche ed ulteriormente sulla spazzatura, a discapito delle scarse materie prime ancora disponibili sulla Terra e della salute dei cittadini. I rifiuti solidi urbani sono una grande risorsa economica e sociale, distruggerli è un crimine! Per tali semplici e ovvie ragioni il PCIML, unitamente alle popolazioni che si oppongono alle discariche e ai bruciatori, ritiene sbagliate e dannose le scelte del governo padronale e le combatte sul terreno ideale, politico e sociale all’interno della battaglia politica più generale per arrivare alla morte del sistema economico e sociale capitalistico e alla nascita di quello socialista.
Senza uscire dal capitalismo non si potrà mai neppure uscire dalle sofferenze quotidiane – come disoccupazione, povertà, precarietà, salari e pensioni di vera miseria, mancanza della casa, sfruttamento del lavoro, inquinamento ambientale, carovita, emarginazione, droghe, mafia e camorra, eccetera – che questo sistema e potere economico e politico dei padroni sanguisughe ci impone con le sue leggi e le sue forze armate. Nella società capitalistica lo Stato e il Parlamento sono solo strumenti di sfruttamento padronale sulla classe lavoratrice del braccio e dell’intelletto. Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista fa propria e sostiene la lotta di tutte le popolazioni campane impegnate contro le scelte antipopolari del governo, ben sapendo che oggi e domani la lotta del proletariato può essere vincente solo se è di natura di classe e rivoluzionaria e può essere tanto più incisiva e vittoriosa quanto più è impegnata a costruire la prospettiva del socialismo.
Napoli, 25 maggio 2008.

La Segreteria del P.C.I.M-L.

ITALIA, 11 GIUGNO 2008: ASSASSINATI SUL LAVORO ALTRI 10 LAVORATORI! ARRESTATE, PROCESSATE E CONDANNATE I PADRONI ASSASSINI PRIVATI E PUBBLICI!

Nella sola giornata di oggi 11 giugno 2008 in Italia sono stati ammazzati, o assassinati, altri 10 lavoratori da parte della razza padrona privata o pubblica che sia, a causa di mortali inadempienze nell’applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro. Mineo (Catania), Alessandria, Imperia, Modena e Nuoro le Città Martiri del lavoro di oggi. Solo in Italia è un esercito interminabile e incalcolabile, che diventa di proporzioni spaventose se si considerano quelli che muoiono successivamente agli infortuni, di lavoratori morti per mancanza di sicurezza sul lavoro. E’ un olocausto infinito e quotidiano, che ha avuto inizio in tempi remoti, offerto dalla tragedia del sistema sociale capitalistico al feticcio del profitto, perché risparmiare sulla sicurezza del lavoro, sulla garanzia della vita dei prestatori d’opera - che da sempre sono sfruttati come schiavi e considerati esseri inferiori dagli opulenti padroni sfruttatori -, sulla certezza di poter ritornare vivi e non nella bara a casa dopo una lunga giornata di duro lavoro significa, per chi lucra sul lavoro altrui, realizzare maggiori profitti, nuove e più gigantesche ricchezze.
Così, in questa società di assassinii in libertà e ben protetti, la vita dei lavoratori vale niente di fronte al guadagno, al profitto, alla sporca ricchezza, il dolore e il pianto dei figli, delle mogli e degli altri familiari delle vittime del lavoro non scalfiscono per nulla la voglia di un sempre più consistente profitto da ricavare dalla compra-vendita di forza-lavoro. Per il sistema capitalistico, per il dominio del capitale sul lavoro e per il mostro-profitto la vita delle lavoratrici e dei lavoratori è semplicemente una merce come tutte le altre da acquistare sul mercato del lavoro al minor costo possibile, da sfruttare al massimo livello fattibile, compreso la mancanza o carenza di misure di sicurezza nello svolgimento del lavoro, e da buttar via quando non può produrre altro profitto. La legge del capitale, dei suoi possessori, dello Stato e del potere politico borghese che lo governa, rappresenta e difende è una legge spietata, barbara, senza valori di altruismo e di solidarietà ed è priva di qualsiasi sentimento umano e civile. E’ la barbarie del capitale che per riprodursi e moltiplicarsi a dismisura sfrutta le risorse umane e naturali del Pianeta, aggredisce e schiavizza i popoli della Terra, scatena guerre feroci di sottomissione e massacra intere popolazioni.
Ma riflettiamo un attimo sulla tragedia di oggi a Mineo (Prov. di Catania), dove sei operai, privi di misure di protezione, muoiono in una vasca di depurazione, nessuno si accorge di nulla, all’ora di pranzo gli sventurati non tornano a casa e le mogli preoccupate danno l’allarme, solo a questo punto vengono cercati e finalmente trovati “fulminati o asfissiati letteralmente nella melma, resi massa irriconoscibile dal colore del fango”. E’ una tragedia inconcepibile e intollerabile che la mente umana, anche la più perversa, si rifiuta di immaginare e di riconoscere come qualcosa che le appartenga e la considera totalmente estranea alla sua genesi, alla sua ragione, al suo essere specie vivente superiore rispetto alle altre considerate, non sempre a ragione, inferiori. E’ la feroce legge del capitale e della sua bramosa sete di profitti che oltrepassa i confini della ragione, dei sentimenti e dei valori umani. Questa è la barbarie del sistema economico e sociale capitalistico, questa è la brutalità del sistema legislativo capitalistico e questa è la crudeltà dello Stato e del potere capitalistico. Figli, mogli e parenti tutti dei poveri 10 operai caduti oggi sul campo di battaglia dello sfruttamento del lavoro umano e di tutti quelli morti sino ad oggi e quelli che, purtroppo, continueranno a morire finché il sistema economico e sociale capitalistico non sarà seppellito per sempre dalla lotta di classe e rivoluzionaria del proletariato, nella morte dei vostri cari non c’è nessuna fatalità, nessuna disgrazia imprevedibile, nessuna volontà e nessun disegno soprannaturale, ma c’è semplicemente, da parte degli sfruttatori, la mancanza di rispetto per la vita dei lavoratori, c’è il disprezzo per la classe lavoratrice, considerata solo merce da sfruttare, e c’è la corsa a risparmiare sul costo già misero del lavoro con l’invocazione costante a far presto, con l’aumento dei ritmi di lavoro, con l’annullamento delle pause ricreative e con la costrizione a lunghe ore di straordinario per poter arrotondare il salario di fame: insomma, una corsa affannata alla sopravvivenza dove l’infortunio e la morte si nascondono a ogni passo!
Dunque, si tratta di morti sul lavoro annunciate, prevedibili ed evitabili, chi non ha evitato la tragedia in nome del risparmio, del profitto o della leggerezza nei comandi merita la più dura condanna e la totale espiazione della pena. Siamo dinanzi a crimini efferati e ripetitivi che ogni coscienza umana e civile condanna senza appello e per i quali il P.C.I.M-L. chiede l’arresto immediato dei padroni responsabili privati e pubblici, cioè dei proprietari e degli amministratori delle aziende coinvolte. Dinanzi alla vastità e alla crudeltà della tragedia e al dolore delle famiglie colpite è raccapricciante dover ascoltare un ministro della Repubblica che alla richiesta di pene pesanti per la classe padronale responsabile degli assassinii sul lavoro pressappoco dice: “non vorrei che i formalismi indebolissero l’impegno nella prevenzione degli infortuni”. Sotto l’aspetto umano e giuridico tale posizione è semplicemente irresponsabile e intollerabile, perché è quasi una richiesta di assoluzione in cambio di un maggiore impegno per la prevenzione: è una vergogna istituzionale!
Alle famiglie dei caduti sul lavoro di ieri e di oggi il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista esprime tutta la solidarietà umana, di classe e rivoluzionaria possibile e garantisce loro il massimo impegno nella lotta politica affinché tali tragedie abbiano presto fine. Ma nessuno si illuda di poter risolvere il dramma nell’odierna società capitalistica, ingannevolmente definita democratica, civile e popolare, perché come ogni giorno vediamo questa è la società della strage dei lavoratori, dello sfruttamento e della disperazione delle persone costrette a sopravvivere con indicibili sacrifici e privazioni e col rischio continuo della morte sul lavoro. La svolta sta solo nella liberazione del lavoro dallo sfruttamento padronale, nel conseguimento della proprietà collettiva dei mezzi di produzione, nella conquista del potere politico da parte della classe lavoratrice, potere che può essere conquistato solo con la rivoluzione socialista, e, dunque, dal superamento dell’attuale contraddizione derivante “dalla natura sociale della produzione e dall’accaparramento privato della ricchezza prodotta”. Il capitalismo e l’imperialismo stanno conducendo l’umanità alla rovina ambientale ed esistenziale, solo il socialismo potrà salvarla! Per questa nuova prospettiva di civiltà superiore dell’umanità si batte oggi il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, che sollecita i comunisti e l’intera classe lavoratrice italiana a sostenerlo, con la militanza e la lotta, nell’arduo compito storico.
CARCERE DURO PER I PADRONI ASSASSINI PRIVATI E PUBBLICI!
VIVA LA CLASSE LAVORATRICE ITALIANA IN LOTTA CONTRO
GLI INFORTUNI SUL LAVORO, PER LA CONQUISTA DEL POTERE
POLITICO E PER LA COSTRUZIONE DELLA SOCIETA’ SOCIALISTA!

Napoli, 11 giugno 2008.
La Segreteria del P.C.I.M-L.